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Ciao a tutte e ben tornati, oggi voglio parlarvi di un nuovo componente che ho recentemente assimilato (ogni resistenza è stata inutile).

Tempo fa mi sono messo alla ricerca di un buon estrusore che non costasse 3 pezzi da cinquanta ma nemmeno uno da 10. Ritengo che questo componente sia spesso sottovalutato, come se l’hotend fosse la sola parte importante mentre il resto contasse poco. Sbagliato.

L’estrusore di per sé è importante quanto l’hotend, non a caso la leader del settore negli hotend, ha messo a listino anche un sistema di estrusione, proprio perché il solo hotend non può nulla contro una pessima estrusione. Ne ho stampati tanti e comprati alcuni, ma non erano abbastanza solidi o abbastanza pratici da usare. Ero alla ricerca di qualcosa che anzitutto usasse 1 sola molla con vite di registro e non 2, inoltre odio i sistemi alla Prusa con le viti delle molle ancorate ad entrambe le parti dell’estrusore.

Sono riuscito a mettere le mani su un esemplare pre-produzione di un estrusore tutto in alluminio anodizzato, che non usa lubrificanti per le parti in movimento e che non si consumi con l’uso creando punti di grippaggio. Si chiama ShireXtruder®.

Corpo e cursore in alluminio ricavato dal pieno con gear Ulimaker® che garantisce la miglior risoluzione senza l’uso di rapporti (geared extruder) e grazie al suo profilo permette di avere ottima tenuta su tutti i materiali con cui io lo abbia provato. Usa un grano M10 per la regolazione del precarico attraverso una molla in compressione, quindi come volevo non ci sono contatti fra grano ed estrusore. L’anodizzazione garantisce lo scorrimento senza l’uso di lubrificanti.

Il sistema è stato pensato in modo che il corpo dell’estrusore vada in appoggio al rialzo che i motori NEMA offrono, lasciando lo spazio per quello che sarà il proprio supporto per il fissaggio alla stampante e al contempo riducendo il calore che dal motore potrebbe passare al corpo estrusore. Nel mio caso una semplice basetta stampata per ancorarla ai 2020 della stampante, ovviamente il tutto si fissa con le sole viti dell’estrusore che fissano il supporto prima di avvitarsi nel motore stesso. Scelta intelligente che di solito non vedo sugli altri estrusori che vanno in appoggio completo sul motore non lasciando spazio per un eventuale supporto.

Il cursore preme il filo contro il gear grazie ad un cuscinetto U-Groove che abbraccia in maniera sicura il filamento garantendo al contempo un’estrusione allineata, montato in 10 minuti ne ha richiesti 2 o 3 per trovare la pressione massima ma che non permettesse al filo di essere segnato.

Configurazione di prova:

Hypercube CoreXY

  • E3D V6 Full
  • blocchetto in rame
  • Nozzle Ruby 0.4
  • Capricorn XS PTFE
  • Filamenti Fiber Force Italy – Colorfabb by Eastman Chemical Company

Ho stampato in ordine PLA, WOOD, Nylon, Nylon Carbon, Nylon Glass, XT-CF20, NGen, NGen Flex. Con i filamenti classici non mi aspettavo di incontrare problemi, l’ultimaker dalla quale eredita il gear è nata per stampare quel materiale, infatti tutto bene fino al mio limite di velocità (200mm/s col wood che è certificato fino a 250mm/s, ma la mia stampante non è in grado di arrivarci data la dimensione del piano di stampa).

Arrivati al nylon con stupore è stato stampato senza modificare il precarico rispetto al delicato wood; il filamento, nonostante sia abbastanza flessibile, è stato trascinato senza intoppi o slittamenti. Ancora una volta il gear scelto è in grado di fare la differenza. Con i caricati è stata più impegnativa, ho dovuto cambiare il precarico (sia col glass che col carbon) caricando parecchio la molla. La superficie del nylon è molto dura e scivolosa, i denti poco pronunciati del gear hanno richiesto un po’ di pressione per fare presa. Nonostante ciò, il filamento non ha subito alcuna deformazione o danneggiamento.

Sono poi passato al colorfabb Ngen Gold con il quale ho stampato un paio di fidget spinner, è un filamento simil pet-g che inizialmente, col precarico del nylon glass, si è schiacciato molto. 3 giri del grano e tutto è tornato apposto. Stampato senza problemi, di solito tende a macinarsi sotto il carco dei cuscinetti piatti degli altri estrusori. Qui, invece, avendo un cuscinetto con incavo ad U sono riuscito a mantenere inalterata la forma del filo ed evitare che il filamento venisse consumato dal gear. Arrivato all’Ngen Flex l’estrusore ha gettato la spugna, anche se sono riuscito a stampare a basse velocità grazie al capricorn, il filamento tende ad arrotolarsi dietro al gear. Utilizzo un bowden da 650mm che di sicuro non aiuto ma essendo privo (l’estrusore) di un invito in teflon, non è possibile utilizzarlo in queste condizioni. Ad oggi non è prevista una versione direct che permetta di stampare anche i materiali flessibili.

Il prezzo è in linea con altri prodotti di fascia medio alta come il titan (che odio visto il gear in abs), 100€+iva che però si compensano con la totale mancanza di lubrificazione e la protezione al filamento che il sistema offre tale da non alterare in alcun modo il flusso estruso o problemi in ritrazione. Disponibile per l’acquisto online.

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